• Gian Marco Ventura

SXO Search Experience Optimization: il nuovo trend per il posizionamento sui motori di ricerca


 

INDICE


 


Logo di Google e Search Experience Optimization - SXO


L’argomento SEO è ormai stato spulciato in tutte le sue parti. Difatti non è un segreto che un’ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca possa garantire un posizionamento favorevole nelle ricerche.


Ad oggi però, tutti cercano di ottimizzare e posizionare i propri contenuti sul web rendendo sempre più popolato il campo di applicazione, per questo diventa necessario pensare anche oltre la semplice SEO e la Search Experience Optimization (SXO) potrebbe fare al caso nostro.


 


Search Experience Optimization: di cosa si tratta


Search Experience Optimization (SXO) è un nuovo campo che ingloba SEO e UX Design. L'obiettivo della SXO è creare siti Web accessibili e attraenti sia per i robot dei motori di ricerca che per gli utenti, non solo per posizionarsi più in alto nelle SERP, ma anche per aumentare le conversioni e alimentare la crescita dei ricavi dal traffico organico.


Per raggiungere questo obiettivo, i team di marketing digitale e web design devono considerare tutti i fattori che influenzano il percorso del cliente: dalle funzionalità di progettazione ai fattori di posizionamento nei motori di ricerca, e quindi combinare le funzionalità SEO con i principi di UX Design e le tecniche di conversione in un'unica macchina perfetta.


SEO e UX: intenti e obiettivi


Quindi in linea generale potremmo definire la SXO come l’attività di ottimizzazione di ricerca dei contenuti di un sito web e della loro fruibilità per attirare gli utenti e per fornirgli info pertinenti e rilevanti in base a quelle che sono le loro intenzioni di ricerca.


Quindi la SXO non può esistere senza SEO e UX. Ma quali sono gli obiettivi di quest’ultimi? Per rispondere dobbiamo innanzitutto comprendere un concetto:


L'esperienza di ricerca inizia su Google e termina su Google


Se Google è il luogo dove la magia prende forma allora la SEO diventa la bacchetta magica necessaria per formulare la magia, che permette, al nostro sito, di scalare la SERP e posizionarsi più in alto possibile nelle ricerche dei nostri utenti.


Per farla breve, quando un utente fa una ricerca su Google inserisce tecnicamente una query di ricerca. Le parole chiave della query vengono cercate dai bot di Google all’interno di internet che, successivamente, restituisce all’utente un elenco di siti web in base al numero di corrispondenze delle parole chiave della ricerca. Quindi, il sito con il maggior numero di corrispondenze, vince e si posiziona più in alto nella ricerca (chiaramente più in alto ci posizioneremo più probabilità avremo di essere cliccati dal nostro utente).


La UX invece si concentra principalmente sul coinvolgimento dei clienti una volta che raggiungono il tuo sito web, implementando un design che riduca al minimo la distrazione e possa quindi massimizzare le conversioni.


In generale l’ottimizzazione della User Experience (UX) focalizza la sua attenzione su:

  • velocità di caricamento dei contenuti,

  • accessibilità su molti dispositivi (reattività),

  • usabilità e navigazione intuitiva.

Riuscire a lavorare su entrambi gli aspetti è un lavoro che certamente richiede attenzione ma, se ben progettati i due aspetti avranno un impatto altissimo sul valore e la qualità del tuo sito internet.

Infografica di ricerca online. SEO + UX = SXO

Come la SXO può aiutarti a posizionarti più in alto nelle SERP


Quando parliamo di business, il fulcro del gioco è conquistare i clienti. Tuttavia, quando le nuove aziende cercano di conquistare i propri clienti, spesso dimenticano una cosa essenziale:



Per conquistare i clienti, le aziende devono prima conquistare la loro attenzione. E per farlo, devono essere visibili al cliente


È qui che entra in gioco l'ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO). L'ottimizzazione per i motori di ricerca è uno dei modi migliori per aumentare la consapevolezza del marchio a un costo relativamente basso.


Allo stesso tempo, però, la SEO ha i suoi limiti per le aziende focalizzate sui ricavi. La SEO non è una strategia di marketing incentrata sulla conversione.

La maggior parte del tuo traffico organico proviene dalla parte superiore del funnel di marketing (ovvero quella della conoscenza), il che significa che per convertire questi utenti in acquirenti bisogna andare un po' più in profondità rispetto alle semplici keyword di ricerca. Oltre a fornire informazioni, è necessario fornire valore.



La verità è che non importa quanto sia ottimizzato il tuo sito web per i motori di ricerca se nessuno vuole interagire con esso.


Devi assicurarti che le persone non solo possano trovare il tuo sito cercando query pertinenti, ma che apprezzino anche la loro esperienza con il tuo negozio di e-commerce, blog o servizi, abbastanza da essere indotti a fare clic e concludere un acquisto o un contatto. Altrimenti, rimbalzeranno immediatamente e probabilmente non torneranno mai più, il che si rifletterà negativamente sul tuo posizionamento.


Tuttavia, se ti concentri esclusivamente su un bel design e non investi sui contenuti, anche i tuoi ranking diminuiranno poiché i motori di ricerca non vedranno le tue pagine come pertinenti e i potenziali visitatori non rimarranno se ciò che leggono non è coerente con la loro ricerca, giudicandolo irrilevante o addirittura noioso.


Ecco perché SEO e UX Design devono andare di pari passo. Solo quando lo faranno sarai in grado di superare i tuoi concorrenti e, molto verosimilmente, incrementare i guadagni. In breve, la SEO porterà gli utenti sul tuo sito web, la UX Design li farà restare e infine una buona CTA (Call To Action) li farà convertire.



 


Ma come fa Google a valutare la qualità di un sito?


Lo fa in vari modi, in linea generale analizzando i click dei suoi utenti. Non è stato ancora confermato ufficialmente che questi parametri influenzino in qualche modo la SERP, tuttavia, sono comunque strumenti che Google usa per valutare quali modifiche apportare al proprio algoritmo. Le metriche probabili che esamina includono:

  • Clic breve. Un "breve clic" è un rapido ritorno da un sito Web a Google. Chiaramente, un ritorno molto rapido non è un buon segnale.

  • Clic lungo. Ciò si riferisce a un lungo ritardo prima che l'utente ritorni su Google. Più a lungo un utente resta su un sito meglio è.

  • Percentuale di clic. La frequenza con cui gli utenti fanno clic su un determinato risultato rispetto alla frequenza con cui viene visualizzato (espresso in percentuale).

  • Prossimo clic. Ciò su cui un utente fa clic dopo essere tornato su Google: o fa clic su un elenco di ricerca esistente o esegue una nuova ricerca (di questo però ne parleremo meglio tra poco).

  • Prossima ricerca. Quando un utente passa a una nuova ricerca.

  • Percentuale di clic sulla seconda ricerca. Quando una pagina, precedentemente visualizzata, viene elevata a causa di una ricerca personalizzata e/o di un clic precedente (i cosiddetti visitatori di ritorno).



concetto di ricerca online siti web


Click Successivo


Il clic successivo dopo una ricerca potrebbe essere il segnale più importante. L’obiettivo di Google è fornire la miglior risposta a una ricerca effettuata dall’utente. Il clic successivo, difatti, indica loro se il primo clic ha fornito risposte appropriate o meno. L'utente ha trovato un posto dove acquistare le scarpe da corsa? O una recensione per il B&B del suo prossimo viaggio?


Se un utente ritorna e fa clic su un risultato di ricerca diverso dalla stessa query o, in una successiva visita a Google, ripete la stessa query, potrebbe essere un segnale che la ricerca iniziale non è stata soddisfatta. Se un utente torna indietro e fa una ricerca completamente nuova, ciò potrebbe significare che l'utente, invece, è soddisfatto del risultato e magari ha deciso di approfondire l’argomento.

 

Kill the Search


Considerando quanto appena detto, risulta chiaro che per ottenere un buon posizionamento nella ricerca abbiamo bisogno di creare le condizioni affinché l'utente resti quanto più possibile sul nostro sito e che non abbia bisogno di fare ulteriori ricerche.


Questo, però, non accade con stravaganti strategie di clickbait che, nella stragrande maggioranza dei casi potrebbero generare un effetto opposto, ma piuttosto con una conoscenza approfondita del proprio utente, delle sue tipiche ricerche su Google e, soprattutto, con contenuti di valore.


Lavorando in questo modo faremo sì che l'utente, una volta atterrato sul nostro sito, trovi tutte le risposte e i contenuti che cercava "uccidendo" letteralmente la sua ricerca che, quindi, terminerà sul nostro sito (magari concludendosi con un acquisto o un contatto).



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Per approfondire


Dai un'occhiata la nostro articolo: Come implementare la SXO alla tua strategia


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